Matite nuove

Ho letto sul web che colorare i mandala funzioni da antistress. Solo l’idea di comprarmi un pacchetto di matite colorate nuovo di pacca gia mi rende felice. Io ci provo

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Dal diario di una matta come tante

“Questa notte ho sognato che mio marito mi tradiva. Non ho più potuto riprendere sonno per la tensione. Al mattino, quando si è svegliato gli ho raccontato il sogno e lui ha riso. Non ha neanche provato a scusarsi il porco! A pranzo gliela faccio vedere io! Il caffè col sale gli porto così impara a fare lo stronzo!”

Di dove sei?

É una domanda che mi ha sempre messo in difficoltà.

Sono nata al sud, nel pase in cui sono nati mio padre e la mia nonna materna. Ma non mi sento di appartenere a quella terra. In fondo ci sono nata, ma non ci ho vissuto mai. Sono nata lì solo perché ho voluto venire al mondo prima del tempo. Sono cresciuta tra due regioni del nord, ma non mi sento di appartenere neanche a quelle terre. Non mi riconosco nel modo di pensare e agire delle persone di questi luoghi. Le mie radici dunque dove affondano? Di dove sono io? Mi piace pensare di essere un’italiana moderna, non radicata a nessun luogo particolare, una cittadina del mondo insomma, ma ho viaggiato poco e conosco poco questo vasto mondo per cui forse neanche questa etichetta mi si addice. Perché ormai dobbiamo etichettare tutto. Anche le sciocchezze che scriviamo sui social devono avere un ‘tag’ ovvero un’etichetta che evidenzi di cosa stiamo scrivendo. Che brutta cosa. Sembra che l’incertezza e la sfiducia che dilaga oggigiorno debba essere superata tramite definizioni ed etichette che hanno il presupposto di fissare certezze e invece no. Fissano solo preconcetti . Che poi quando qualcuno ti chiede di dove sei, evidentemente ti conosce da poco, anzi non ti conosce e quindi ti fa questa domanda per farsi un’idea più precisa di te. È vero che il posto in cui vivi può influenzare il tuo modo di essere, ma questo non dovrebbe creare pregiudizi. Perché è questo di cui parlo. Quando uno vuole farsi un’idea della tua personalità, basandosi sulla provenienza , si basa su pregiudizi.

Qualche giorno fa , una persona che conosco da poco mi ha fatto questa domanda :di dove sei? Io ho risposto raccontando brevemente dove sono nata e dove ho vissuto, come ho scritto all’inizio del post ed ho notato un guizzo di disappunto. La cosa che mi fa specie é che ancora oggi, nel 2018, quando racconti ad un italiano settentrionale di essere un italiano di origini meridionali, c’è ancora un grande pregiudizio. Fra italiani , gente della stessa terra, ci discriminamo. Dunque come possiamo parlare di integrazione con popoli starnieri?

Dobbiamo ancora integrarci tra di noi…

Lasciatemi qui ancora un pò

Sopra le nuvole ancora per un pò, con l’illusione che sia tutto chiaro, terso, pulito e luminoso. Candide nubi a coprire la visuale su quel mondo li sotto che ha qualcosa di sbagliato, ma che non voglio affrontare. Non ancora. Giu dalle nuvole a fare i conti con la realtà ci andrò un altro giorno. Oggi rimango qui a godermi la visuale di questo tramonto meraviglioso.

(Immagine dal web)

Bere fa male

Ovviamente parlo di alcolici.

Uscire a divertirsi e bere troppo é una di quelle cose che non ho mai capito e forse non capirò mai. Non ne colgo il senso. Ubriacarsi fino a non ricordare cosa hai fatto poi è per me proprio inconcepibile. Esci per divertirti ma non te lo ricordi… tanto valeva stare a casa e guardare Maria De Filippi.

Ma a parte gli eccessi evidenti,non capisco neanche il bicchiere di troppo. Quando sei a cena , fai l’aperitivo e ci aggiungi un paio di bicchieri di vino mangiando, non è sufficiente? Il palato ha goduto e l’allegria già c’è, che senso ha continuare? Perché non basta? Cosa cerano nell’alcool che non trovano nella vita e che non gli permette di dire basta? É solo ignoranza , spacconeria (della serie ti dimostro che posso bere più di te) o è mancanza di equilibrio, amore, amor proprio, felicità? Perché quando esageri poi stai male, ti rovini la nottata e anche il giorno dopo, che nella migliore delle ipotesi hai un gran mal di testa, se no te la passi proprio al cesso la giornata. Senza parlare poi dei più giovani (ma non solo) che si alcolizzano e finiscono al pronto soccorso.

Non so, aiutatemi a capire.

Sarà che mio nonno , mio padre e mio zio sono morti per abuso di alcool, ma io proprio non capisco quale sia il lato divertente di ubriacarsi.

Vorrei far girare questa domanda tra gente di tutte le età, per capire cosa ognuno cerca nell’ oblio dell’ebbrezza, ma ogni volta che ci provo vengo trattata da stupida : tu non puoi capire perché non bevi,mi dicono. O siete voi che non capite perché bevete ?

Commentate, aiutatemi a capire e buon Due Giugno🍻

Non ci voglio credere

Sabato mattina mi sono presa due ore per me e sono andata a fare shopping. Dopo una settimana di lavoro intenso e sottopagato ho deciso di regalarmi un paio d’ore di svago. Scelgo una maglietta da ben 10 euro e girando per il negozio trovo il reparto baby. Mi viene in mente che una coppia di amici del mio compagno ha appena avuto un bimbo. Quasi quasi prendo una tutina, così abbiamo pronto il regalo per quando andremo a trovarli, dico tra me e me. Do un occhio…. le tutine sono un pò tristi azzurrino stinto per i bimbi , classiche e noiose. Per le bimbe invece c’è di tutto e di più; vestitini di tulle, camiciole e gonnelline colorate e via dicendo, ma va be…il nuovo nato é maschio e mi riconcentro sul reparto bimbi. Attira la mia attenzione uno sfizioso completino composto da maglietta nera con scritta colorata ‘rock star’ e stella disegnata e pantaloncino bianco con striscine nere. Molto rock. Simpatico.Mi piace . Rientra nel budget. E’ cotone 100%. Lo prendo. Bene, un pensiero in meno . Esco soddisfatta con la mia maglietta e il regalo per questo bimbo. Tornata a casa lo mostro al mio compagno, dice che è carino. Sembra tutto ok. E invece oggi mi dice : dobbiamo cambiare il completino x il bimbo. L’ho fatto vedere a mia madre e mi ha detto che non si può regalare una maglietta nera ad un bimbo.

Non ci credo. Non voglio crederci. Non posso pensare che nel 2018 si dia ancora credito a queste stupide dicerie e superstizioni.

Tesoro qui c’è lo scontrino, se vuoi cambiatelo.

E invece no

Essere presa in giro mi ferisce nell’orgoglio. Fa male. Mi provoca rabbia e vorrei poterla esprimere come scrivevo nel precedente post. E invece no. Perché in mezzo alla gente ci si comporta bene, perché non puoi fare figuracce, perché non puoi urlare al tuo capo che è una grandissima testa di cazzo e anche perché se urlo io non spavento , non posso tuonare di rabbia, semmai posso somigliare a puffetta che canta anima mia dei cugini di campagna…. quindi niente. Faccio una corsa (camminata veloce va’), mangio un pezzo di cioccolato (uno due tre….non è che dobbiamo essere fiscali sul cioccolato ), scrivo un articoletto e mi sfogo così . Buonanotte bloggers, ora a nanna che domani si ricomincia a lottare per questa vita sempre in salita